Locandina Film Gli amici del bar Margherita

Gli amici del bar Margherita

Film

Commedia

Avati si ricorda, senza indulgenza, con un sorriso

diPupi Avati

conDiego Abatantuono, Luigi Lo Cascio, Laura Chiatti, Neri Marcoré, Luisa Ranieri, Fabio De Luigi, Katia Ricciarelli, Pierpaolo Zizzi, Claudio Botosso, Gianni Ippoliti, Cesare Cremonini, Gianni Cavina

durata: 90 MIN. produzione: ITA. (2009)

Link al sito: http://www.gliamicidelbarmargherita.it/

Accompagnati dalla voce narrante del diciottenne Taddeo (Pierpaolo Zizzi), si parte subito con la veloce presentazione dei protagonisti, frequentatori del bar Margherita che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua e ai quali sogna di aggiungersi: Al (Diego Abatantuono), luomo pi carismatico e misterioso del quartiere, convinto che laspetto pi bello del matrimonio sia la fine; Bep (Neri Marcor), il cui rapporto con Beatrice (Maria Pia Timo) viene turbato dallincontro con Marcella (Laura Chiatti); Gian (Fabio De Luigi), aspirante cantante; Manuelo (Luigi Lo Cascio), ladruncolo e sessuofobo; Zanchi (Claudio Botosso), inventore delle cravatte con lelastico; Sarti (Gianni Ippoliti), campione di ballo con smoking sempre indosso. Tutti immersi nella nostalgica Bologna del 1954, in cui il bacio slinguazzato era quello che andava maggiormente di moda, ma anche dove venivano effettuate le riprese di "Hanno rubato un tram" con Aldo Fabrizi. La Bologna della giovinezza di Pupi Avati, nella quale il regista de "Il regalo di Natale" inserisce accanto al gi nutrito cast anche Katia Ricciarelli ("La seconda notte di nozze") e limmancabile Gianni Cavina ("La casa dalle finestre che ridono"), rispettivamente nei panni della mamma e del nonno di Taddeo, oltre alla bella Luisa Ranieri ("Il principe e il pirata") in quelli di una prosperosa insegnante di pianoforte che fa perdere la testa allanziano. Una Bologna che il maestro emiliano, supportato anche dal notevole comparto relativo alle scenografie e ai costumi, ricostruisce efficacemente filtrando il tutto attraverso la sua invidiabile tecnica, mentre tira in ballo un barista che si offende se lo chiamano Water anzich Walter e perfino Gian/De Luigi alle prese con unaudizione per lambito Festival di Sanremo, al fine di confezionare quello che agli occhi dello spettatore appare come una sorta di "Amarcord" in salsa "Amici miei". Un "Amarcord" privo per della poesia felliniana e che sfiora soltanto il lato antipatico del cinismo di Monicelli, basato su una sceneggiatura che, infarcita di accentuata misoginia, si costituisce in maniera esclusiva di una sequela di situazioni poco coinvolgenti e, soprattutto, difficilmente capaci di spingere lo spettatore a sprofondare in sane risate. Se poi aggiungiamo che si toccano perfino i livelli della commediaccia trash, sia nella sequenza in cui vengono sfoggiati gli occhiali k per vedere le donne nude che in quella che vede Taddeo organizzatare una festa da ballo con morto in casa, chiaro che, rispetto ai precedenti "Il nascondiglio" e "Il pap di Giovanna", si fatto un bel passo indietro. La frase: "Ogni anno i fenomeni del bar Margherita si facevano una foto di gruppo". Francesco Lomuscio

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