Changeling

Film

Drammatico

Eastwood commuove tornando a ricordarci il rispetto che il Potere deve all'individuo

diClint Eastwood

conAngelina Jolie, John Malkovich, Riki Lindhome, Amy Ryan, Colm Feore, Devon Gearhart, Jeffrey Donovan, Kelly Lynn Warren, Devon Conti

durata: 140 MIN. produzione: U.S.A. (2008)

Link al sito: http://www.cinema.universalpictures.it/website/changeling/

Il 10 marzo 1928, a Los Angeles, Christine Collins (Angelina Jolie), una madre single, che lavora in un centralino, deve tornare al lavoro per qualche ora di straordinario. Saluta il figlio di nove anni, Walter, ed esce. Al suo ritorno Walter sparito. La ricerca tra i vicini si rivela inutile, via via pi angosciante. La donna denuncia la scomparsa alla polizia: nonostante le ricerche di Walter non vi pi traccia, quasi non fosse mai esistito. La polizia, sotto i riflettori per la sua inefficienza e per la crociata del reverendo Gustav Briegleb (John Malkovich) che, per radio, ne denuncia la corruzione e i metodi criminali, dopo qualche mese risolve il caso: il capitano Jones (Jeffrey Donovan), che segue le indagini, conduce Christine al treno dove, sotto gli occhi della stampa e dei fotografi, dovrebbe avvenire il ricongiungimento della madre con il figlio. Solo che Christine non lo riconosce: quel bambino paffuto, che dice di essere suo figlio, per lei non Walter. Clint Eastwood ci ha abituato ad aspettarci sempre molto: ogni suo film un tassello di grande cinema, quello destinato a durare e a lasciare un segno nellanimo dello spettatore. Leccezionalit sempre nei suoi lavori e con "The Exchange" Eastwood forse supera (di nuovo) se stesso, ricrea e fa risorgere un mondo e unepoca, la Los Angeles di fine anni Venti, in un continuo alternarsi di luci e ombre, accompagnate da una musica malinconica, composta dallo stesso regista. Una Los Angeles al di l di ogni stereotipo romantico, in cui dilagava la corruzione proprio nelle fila di chi doveva proteggere la cittadinanza, in cui non si esitava ad abusare del potere, per intimidire, per perseguire i propri fini e in cui le donne (e i bambini) non avevano possibilit di difendersi. Ispirato ad una vicenda realmente accaduta, un buco nero nella storia della citt, che J. Michael Straczynski, giornalista e sceneggiatore, ha salvato dalloblio, "The Exchange" ha dovuto appoggiarsi, per poter essere distribuito, non solo alla Malpaso di Eastwood, ma anche a produttori come Brian Grazer e Ron Howard, passando dalla Warner allUniversal. Eastwood ha la capacit di toccare nervi scoperti, di scavare nel passato dellAmerica, in uneco delloggi. I temi che gli stanno a cuore sono sempre gli stessi, riletti, ribaditi, sottolineati: i deboli, le infanzie spezzate, la corruzione, la ricerca ostinata della verit, anche a costo di rimanerne scottati, la giustizia - intesa non come vendetta ma come unico senso possibile allesistenza - il rapporto dellindividuo con il potere, la pena di morte, loggettivazione del paziente nel sistema sanitario (qui ne abbiamo un saggio nellinternamento di Christine in manicomio). Eastwood concentra quasi con ossessione il suo sguardo su una figura di donna che, da sola, animata dal senso materno e dalla sete di giustizia, riesce a tenere testa, con dignit e compostezza, pagando per la sua scelta un caro prezzo, ad unintera societ malata, ad istituzioni ben pi forti di lei. C tanto cinema, di tutti i tempi e generi, in questo ennesimo capolavoro di Eastwood, quasi una summa che riempie gli occhi e fa uscire dal cinema soddisfatti e commossi. Ci sono echi che rimandano allintera sua filmografia: non solo "Mystic River", ma anche "Million Dollar Baby", "Un mondo perfetto", "Potere assoluto"... Clint, il pessimista, ha ancora la forza di indignarsi, di stupirsi di fronte al Male assoluto presente negli uomini: soprattutto non ha perso la voce per dirci che bisogna comunque lottare, anche a costo di perdere. Cast tutto allaltezza, perfettamente in parte, con Angelina Jolie forse nel suo ruolo pi intenso, una Christine sconvolgente, terribile forza della natura. La frase: "Non bisogna mai iniziare una battaglia. Ma se si comincia bisogna andare fino in fondo". Giulia Baldacci

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