Je So' Pazz
Film
Commedia Musicale
Un biopic autentico e appassionato su Pino Daniele. Con una grande performance di Massimiliano Caiazzo.
diNicola Prosatore
concon Massimiliano Caiazzo, Mariasole Pollio, Giovanni Ludeno, Giuseppe Brunetti.
durata: 105 Min. produzione: ITA (2026)
Link al sito: https://www.mymovies.it/film/2026/je-so-pazzo/
Il film racconta l'ascesa di Pino Daniele, dagli anni difficili dell'infanzia segnata dall'abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori.
C'è tutto, la musica nel suo farsi, la Napoli in fermento degli anni '70, i compromessi, le insicurezze, le gioie e i dolori di Pino Daniele interpretato in maniera straordinaria da Massimiliano Caiazzo.
Riuscire a trovare un attore credibile che restituisca con convinzione non solo l'aspetto esteriore di un personaggio ma che sappia scavare al suo interno dovrebbe essere una precondizione essenziale di qualsiasi film biografico. Non sempre però le cose girano nel verso giusto. Altre volte, poche, accade il miracolo. È il caso di Massimiliano Caiazzo che in Je so' pazzo interpreta, o meglio, impersona Pino Daniele. Perché riesce a restituire quell'idea che sta nell'immaginario collettivo di un uomo sensibile e delicato chiamato però anche a scelte difficili per arrivare al successo e, soprattutto, per mantenerlo. Caiazzo s'insinua tra le pieghe di una personalità estremamente complessa, caricandosi delle gioie ma anche dei tanti dolori di Pinotto il ragazzo che è diventato, precosissimo, uno dei più grandi cantautori italiani in lingua, come sottolinea lui, napoletana.
Certo un biopic su Pino Daniele è qualcosa da far tremare le vene e i polsi di qualsiasi regista. Ma Nicola Prosatore si dimostra all'altezza del compito pur dovendo rendere conto della vita del musicista in un arco temporale allo stesso tempo ampio e limitato, dall'infanzia nel 1961 al 1981, l'anno del leggendario concerto in Via del Plebiscito a cui quasi tutti i napoletani dicono di aver assistito. Per la verità il classico effetto da voce di Wikipedia, con tutti i momenti salienti giustappunto inanellati, sfiora anche Je so' pazzo, ma l'autenticità dell'interpretazione, in primis, di Caiazzo fa sì che alla fine tutto scorra in maniera fluida e autentica.
È un romanzo di formazione che rende ancora più umana un'icona della musica perché calata in quegli anni Settanta di grande fermento culturale a Napoli (anche se tutte le attenzioni si focalizzavano sul sangue di San Gennaro che non si scioglieva) ma, soprattutto, anni in cui il giovane Pino Daniele deve scegliere se seguire la sua passione - «voglio fare il chitarrista» ripete e la macchina da presa entra dentro la chitarra - nonostante chi gli sta intorno, in questo caso le due zie acquisite (splendidamente interpretate da Monica Nappo e Antonia Truppo), cerca di portarlo verso il posto fisso con l'episodio dell'incombente concorso in Alitalia.
C'è poi il rapporto contrastato con il padre, quindi il nonno di Alessandro Daniele dal cui libro, Pino Daniele. "Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce", il film è tratto. Anche qui la scelta attoriale di Giovanni Ludeno si dimostra particolarmente azzeccata per delineare un padre mellifluo, pieno di ambiguità, che lo aveva lasciato crescere dalle zie acquisite per poi cercare di approfittarsi del suo successo insperato. Con lui il film vuole rappresentare anche una parte di Napoli da cui Pino Daniele ha cercato di fuggire spostandosi a vivere a Formia con la prima moglie, Dorina Giangrande interpretata da Mariasole Pollio perfetta nel restituirne la forza e la passionalità. Ma il suo passato e la sua Napoli tornano sempre e diventano le sue canzoni, la sua musica che è la vera protagonista di Je so' pazzo e non poteva essere altrimenti.
La ricostruzione delle sessioni di prove, l'arruolamento dei vari musicisti, in primis James Senese (Andrè Garofalo) che sarà la sua salvezza musicale, i rapporti con i discografici, disegnano un ampio perimetro che riesce a dare contezza dell'ispirazione ma anche della produzione definitiva di alcuni dei suoi brani più importanti. Tra cui proprio "Je so' pazzo" che, nel provino iniziale, conteneva la frase "E oggi voglio sparare" poi diventata "E oggi voglio parlare". Un compromesso che anche un genio come lui ha dovuto accettare.
Recensione da:
Sito MyMovies.it