Locandina Film Terraferma

Terraferma

Film

Drammatico

Rigoroso nella forma e nell'esecuzione, un dramma poetico che risponde alle grandi domande sul mondo

diEmanuele Crialese

conDonatella Finocchiaro, Beppe Fiorello, Martina Codecasa, Claudio Santamaria, Filippo Pucillo, Mimmo Cuticchio, Tiziana Lodato, Titti, Robel Tsagay

durata: 88 MIN. produzione: ITA-FR (2011)

Link al sito: http://www.terrafermailfilm.it/

In un'isola del Mare Nostrum, Filippo, un ventenne orfano di padre, vive con la madre Giulietta e il Nonno Ernesto, un vecchio e irriducibile pescatore che pratica la legge del mare. Durante una battuta di pesca, Filippo ed Ernesto salvano dall'annegamento una donna incinta e il suo bambino di pochi anni. In barba alla burocrazia e alla finanza, decidono di prendersi cura di loro, almeno fino a quando non avranno la forza di provvedere da soli al loro destino. Diviso tra la gestione di viziati vacanzieri e l'indigenza di una donna in fuga dalla guerra, Filippo cerca il suo centro e una terra finalmente ferma. Terraferma la terza opera che Emanuele Crialese dedica al mare della Sicilia in un'instancabile ricerca estetica avviata con Respiro nove anni prima. Come Conrad, Crialese per raccontare gli uomini sceglie un elemento altrettanto inquieto e mutevole, una visione azzurra ancorata' questa volta al paesaggio umano e disperato dei profughi. Sopra, sotto e intorno a un'isola intenzionalmente non identificata, il regista guarda al mare come luogo di infinite risonanze interiori. Al centro del suo navigare' c' di nuovo un nucleo familiare in tensione verso un altrove e oltre quel mare che invade l'intera superficie dell'inquadratura, riempiendo d'acqua ogni spazio. Dentro quella pura distesa assoluta e lungo il suo ritmo regolare si muovono ingombranti traghetti che vomitano turisti ed echi della terraferma, quella a cui anela per s e per suo figlio la Giulietta di Donatella Finocchiaro. Perch quel mare ingrato gli ha annegato il marito e da troppo tempo avaro di pesci e miracoli. Da quello stesso mare arriva un giorno una madonna' laica e nera, che il paese di origine ha spinto' alla fuga e quello ospite rifiuta all'accoglienza. La Sara di Timnit T. il soggetto letteralmente nel mezzo', a cui corrisponde con altrettanta drammaticit la precariet sociale della famiglia indigena, costretta su un'isola e dentro un garage per fare posto ai vacanzieri a cui devoto, oltre morale e decenza civile, il Nino griffato' (e taroccato) di Beppe Fiorello. Ma se l'Italia del continente, esemplificata da tre studenti insofferenti, si dispone a prendere l'ultimo ferryboat per un mondo di falsa tolleranza dove non ci sono sponde da lambire e approdare, l'Italia arcaica dei pescatori e del sole bruciante (re)agisce subito con prontezza ai furori freddi della tragedia. Di quei pescatori il Filippo di Filippo Pucillo il degno nipote, impasto di crudelt e candore, che trova la via per la terraferma' senza sapere se il mare consumer la sua nave' e la tempesta l'affonder. Nel rigore della forma e dell'esecuzione, Crialese traduce in termini cinematografici le ferite dell'immigrazione e delle politiche migratorie, invertendo la rotta ma non il miraggio del transatlantico di Nuovomondo. Dentro i formati allungati e orizzontali, in cui si colloca il suo mare silenzioso, Terraferma trova la capacit poetica di rispondere alle grandi domande sul mondo. Un mondo occupato interamente dal cielo e dal mare, sfidato dal giovane Filippo per conquistare identit e cittadinanza'. Marzia Gandolfi

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